|








E-MAIL
| |
::: San
Calogero :::
La Storia e le
Tradizioni del "Santo Nero"
|
Il
termine Calogero, di origine greca, significa “bel vecchio” nell'ideale greco della bellezza, ciò che è
bello, è anche buono e giusto; l'uso di questo nome venne applicato in
Oriente e nell'Italia meridionale dai monaci eremiti; questi infatti,
venivano denominati “calogeri”. |
|
Le
notizie sulla vita sono confuse tanto che si è pensato che le
informazioni potessero riferirsi a più santi con l'identico nome.
Addirittura alcuni studiosi affermano che il nome del Santo Eremita non
fosse Calogero, altri invece, pensano che il nome corrisponda.
Secondo la tradizione, visto che mancano informazioni certe, San
Calogero nacque nel 466 a Calcedonia sul Bosforo, una cittadina
dell'antica Tracia, fin da bambino pregava, digiunava e studiava la
Sacra Scrittura, quando |
 |
|
giunse
a Roma in pellegrinaggio ricevette dal Papa Felice III (483-492) il
permesso di vivere in solitudine in un luogo imprecisato, dove ebbe una
visione angelica che gli indicava di evangelizzare la Sicilia e di
liberare i siciliani dai demoni e dal paganesimo; tornò da Felice III
ed ottenne l'autorizzazione di recarsi nell'isola.
San Calogero si fermò dapprima a Lipari, dove restò per qualche anno,
predicando il Vangelo e insegnando come ricavare i benefici per i loro
malanni, in seguito ad un'altra |
|
visione,
lasciò le Eolie per sbarcare a Syac, l'odierna Sciacca; dopo aver
convertito gli abitanti decise di cacciare “le potenze infernali” che regnavano sul vicino monte Kronios,
consacrato al dio greco Kronos, che per i romani era il dio saturno. San
Calogero si sistemò, come al solito, in una grotta, dove costruì un
rustico altare. |
|
Oggi sopra questo rustico altare vi è un'immagine del 1545 in
maiolica di San Calogero con la barba che tiene nella mano destra un
libro e un ramo-bastone, ai suoi piedi vi è un fedele inginocchiato e
una cerbiatta accasciata e ferita da una freccia.
L'immagine si rifà ad un episodio dei suoi ultimi giorni, essendo molto
vecchio e non riuscendo più a cibarsi, Dio gli mandò una cerva che con
il suo latte lo alimentava; un giorno però Serio, un cacciatore, vide
l'animale prese l'arco e con una freccia lo trafisse, ma l'animale
riuscì a trascinarsi all'interno |
 |
|
della grotta, morendo tra le braccia del Santo. Il cacciatore
pentito e piangente, riconobbe l'eremita, che in precedenza l'aveva
battezzato, e chiedendo perdono, lo portò nella vicina grotta vaporosa.
Serio, che divenne suo discepolo, salì spesso sul monte per visitarlo
ma 40 giorni dopo trovò l'eremita morto, secondo la tradizione San
Calogero spirò fra il 17 e il 18 Giugno del 561. |
 |
Varie
sono le tradizioni collegate al “Santo Nero” che variano di paese in paese. Ad Agrigento
dalla prima alla seconda domenica di Luglio, si celebrano i
festeggiamenti per l'eremita. Nel corso della processione mattutina, per
ricordare la generosità del Santo, al passaggio del simulacro viene
gettato del pane, questi muffuletti anticamente venivano
fatti a forma di parti |
|
del corpo a seconda della località della malattia per cui veniva
richiesta la guarigione. Oggi invece, hanno forma rotonda e sono
profumati con semi di finocchio. Il pane di “San Calò” dopo essere
stato benedetto, deve essere distribuito tra amici, vicini e parenti. Il
lancio del pane è una tradizione che ha le sue radici nella storia
agrigentina: si narra, infatti, che durante il periodo di pestilenza,
San Calogero andasse in giro a chiedere del pane da dare ai poveri, la
gente, rintanata in casa per paura della peste, al passaggio del monaco
avrebbe lanciato il pane dalle finestre per evitare che l'eremita si
avvicinasse troppo alle abitazioni.
I fedeli più devoti, osservano il “dijunu addumannatu” cioè
il digiuno soddisfatto soltanto con il pane ricevuto in elemosina; un
altro tipo di manifestazione per grazia ricevuta è il “viaggio in
piduni” che consiste un viaggio a piedi nudi dalla propria
abitazione fino alle Basilica. La festa ha conservato negli anni anche
un elemento di folklore che è la“tammurinata di San Calò” che si
svolge per le strade del paese. |
Il
programma dei festeggiamenti in onore al “Santo Nero”
| |








ARCHIVIO

|