|
gratuito
su internet. Chiunque abbia un sito o un blog deve dotarsi di
una società editrice ed avere un giornalista iscritto all’albo come
direttore responsabile. In Pratica chi ha un sito o un blog dovrà
produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione
senza fini di lucro.
I blog sulla rete sono centinaia di migliaia (se non di più), chiunque
li può creare in un secondo e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto
e video e condividerli con il mondo. La legge Levi limita, di
fatto, l’accesso alla Rete.
Chi si sottoporrebbe a questo iter per aprire un blog?
Secondo Beppe
Grillo
il 99%di siti e blog chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in
vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso
controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis
del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Oggi, il prodotto editoriale è quello realizzato da una casa editrice
(l’impresa che chiede in Prefettura l’iscrizione nel Registro degli
editori). Chi ha un prodotto editoriale puo' registrare al Roc, registro
operatori di comunicazione presso l'autorità per le comunicazioni, il
proprio sito web.
Se non si è editori la registrazione non è obbligatoria, mentre
è necessaria se si vogliono i contributi pubblici.Con questa proposta
di legge diventa prodotto editoriale anche "la cosa" fatta
senza scopo di lucro: ogni blog personale diventa prodotto editoriale,
soggetto alla normativa sulla stampa, con limitazioni in caso di
sequestro, ma responsabilità penali aggravate in caso di denuncia
penale. L'attività editoriale diventa tale anche se svolta da non
imprenditori. Basta pubblicare su internet. La proposta recita infatti:“L’iscrizione
al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono
attività editoriale su internet rileva anche ai fini
dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati
a mezzo stampa,” contrariamente a quanto afferma il codice delle
comunicazioni per cui solo chi e' autore di uno scritto risponde, non
chi lo distribuisce (anche se, ad avviso di molti, il testo è impreciso
ed ambiguo). Per il testo integrale del disegno di legge sull’editoria
clicca
qui
.
Di
fronte le polemiche che si sono sollevate, Levi afferma: “Sarà
l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento,
quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il
regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata
dalle Camere”.
Insomma, uno scarica barile. Se questa legge dovesse essere approvata,
per il web in Italia sarebbe la fine. Riflettiamo e protestiamo perché
è un tentativo bello e buono di tapparci la bocca!!!
Sito
per la petizione clicca
qui
www.civile.it
www.punto-informatico.it
Dì
la tua opinione clicca
qui
Daniele
Settembrino |