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1
e 2 Novembre
Tra sacro e profano
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La
“festa dei morti” è molto sentita in tutta la Sicilia. Anticamente
era per i bambini quello che è oggi il Natale. |
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Si
racconta, infatti, che realmente in questa notte, risvegliandosi dal
proprio sonno, le anime dei defunti portino ai fanciulli dei propri
parenti giocattoli, dolci e vestiti. La vigilia del giorno dei
morti, i bambini siciliani erano soliti mettere, sopra un comò o dentro
una credenza un piattino con dell’acqua o del pane, come offerta ai
morti della famiglia e mettevano per terra un paio di scarpe.
Prima
di andare a dormire, le mamme facevano recitare loro |
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orazioni, preghiere
insieme ai paternostri, affinché i morti si
ricordassero di loro. La preghiera dei bambini era questa:
Armi
santi, armi santi,
Iu sugnu unu e vantri siti tanti:
Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai
Cosi di morti mittitiminni assai.
Che
tradotto vuol dire: Anime sante, anime sante; Io sono uno e voi siete
tanti; Mentre sono dentro questo mondo di guai; Regali per i morti
portatemene assai.
Intanto i monelli andavano per la strada gridando in tono lamentevole e
prolungato
“Li morti vennu e ti grattanu li pedi!”
che tradotto vuol dire
“ I morti vengono e ti grattano i piedi!”.
Ancora
oggi la notte dei morti, c’è chi lascia sul davanzale un cero acceso,
per far “luce” ed accogliere il passaggio dei propri cari.
La
tradizione voleva che i defunti venissero in casa a prendere l’offerta
e, calzate le scarpe, facessero un giro per la casa, lasciando ai
bambini, per gratitudine di essere rimasti vivi nei ricordi, doni
nascosti per la casa. |
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Questi
doni erano giocattoli e dolciumi; non potevano mancare le “ossa
di morto” (dolcetti a forma di tibia,
di pasta bianca sfarinante come ossa calcinate, tutto deposto su uno
strato di pasta marroncina chiamata “bara”), frutta
marturana
(frutta preparata con pasta di mandorle del tutto simile a quella vera),
i “pupi
di zuccaru”
(sculturine
di zucchero), taralli
e
rami di miele. |
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L’indomani, il cosiddetto “ ìornu di li morti” si andava e anche
tutt’oggi si va al cimitero a portare dei fiori e accendere grossi
ceri e lumini accanto alle lapidi dei parenti passati a miglior vita.
Raro è vedere qualcuno che piange, sono tutti sereni e sorridenti,
perché per la festa dei morti, i nostri parenti defunti sono venuti a
trovarci, e lo faranno l’anno prossimo. |
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Il
2 Novembre fu una festa introdotta nel X° secolo, con lo scopo di
sradicare gli antichi culti pagani legati soprattutto alla tradizione
celtica del culto di “Samhain” (il moderno Halloween).
I Celti credevano che la vigilia di ogni nuovo anno (31 Ottobre) “Samhain”,
Principe delle tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e
temevano che in tale giorno, tutte le leggi dello spazio
e del tempo fossero sospese, |
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permettendo al mondo degli spiriti di
unirsi al mondo dei viventi.
Quando i Romani invasero la Bretagna vennero a contatto con queste
celebrazioni. Anch’essi intorno al 1° Novembre onoravano “Pomona”,
la dea dei frutti e dei giardini. Col passare dei secoli, il culto di
“Samhain” e di “Pomona” si unificarono e, malgrado l’avvento
del Cristianesimo, queste tradizioni, che erano molto radicate nella
popolazione, rimasero.
Col tentativo di dare un nuovo significato ai culti pagani, nel 835 Papa
Gregorio II spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 Maggio al 1
Novembre. Tuttavia l’influenza del culto di “Sahmain” non fu
sradicata e per questo motivo la chiesa introdusse “la festa di
morti”. |
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La
parola Halloween ha origini cattoliche: il
giorno dedicato ad “Ogni Santi” aveva l’antica denominazione
“All Hallows’ Day”. |
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Presso i popoli
dell’antichità la celebrazione iniziava al tramonto del 31 Ottobre e
pertanto la sera precedente del 1° Novembre era chiamata “All Hallows
Even” (dove Even sta per sera), che venne abbreviato in Hallows’Eve”,
poi in “Hallow-e’en” ed infine in Halloween. |
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Questa
celebrazione ha origine pagane molto più remote, anch’esso si
intreccia con il culto di “Samhain” e pone le sue radici nella
civiltà Celtica. Infatti gli antichi Celti che abitavano in Gran
Bretagna, in Irlanda e in Francia, festeggiavano l’inizio del Nuovo
Anno il 1° Novembre, con il rito del Fuoco Sacro, giorno in cui si
celebrava la fine della “stagione calda” e l’inizio della
“stagione delle tenebre e del freddo”. |
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L’usanza
moderna di travestirsi nel giorno di Halloween, nasce anch’essa dalla
tradizione che i Celti avevano, dopo il rito dei sacrifici, di
festeggiare per 3 giorni mascherandosi con le pelli degli animali
uccisi, la notte del 31 Ottobre, per esorcizzare e spaventare gli
spiriti. Ma tra di loro esistevano usanze
diverse, come ad esempio in Scozia, dove la notte di “Samhain” le
persone seppellivano delle pietre nella terra che poi venivano |
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ricoperte
di cenere e lasciate sino al mattino successivo. Se al mattino una
pietra era stata mossa, significava che la persona che l’aveva
seppellita sarebbe morta entro la fine dell’anno. Dobbiamo precisare
che nelle tradizioni Celtiche non esistono né diavoli, né demoni, bensì
fate, che erano considerate pericolose e ostili. |
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Le
leggende narrano che in quella notte le fate erano soliti fare alcuni
scherzetti, così i Celti per averle a proprio favore, offrivano loro
cibo o latte, che venivano lasciati nei gradini delle loro case.
Un’altra origine del detto “Trick o Treat” (dolcetto o
scherzetto), deriva quando i primi cristiani in cammino da un villaggio
all’altro elemosinavano per un pezzo di “dolce dell’anima” cioè
di un pezzo di pane; più “dolci dell’anima” una persona riceveva,
più preghiere questapersona prometteva di
recitare per i defunti della famiglia che aveva offerto a lui il pane.
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Proprio
da questa leggenda i bambini travestiti con maschere e costumi mostruosi
e terrificanti vanno di casa in casa, chiedendo dolcetti. Se non
ricevono nulla, possono giocare brutti scherzi!
Nelle altre aree d’Europa in cui la popolazione era prevalentemente
pagana, si credeva nell’esistenza delle streghe, ad esempio in
Germania il 31 Ottobre veniva chiamato “Black Sabbath”.
Sopravvive ancora in Inghilterra il rito Celtico del Fuoco Sacro, che
consisteva nello spegnere questo fuoco sull’altare e riaccendere il
Nuovo Fuoco (che simboleggiava l’arrivo del Nuovo Anno) il mattino
seguente. Questo rito viene festeggiato il 5 Novembre e viene chiamato
il “Guy Fawkess Day”. |
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