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Il Santo
Patrono
Le
foto
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Il
Santo Patrono del nostro borgo è San Lorenzo martire. Della sua vita si
sa pochissimo egli è, infatti, noto soprattutto per la sua morte.
Nella “Passio Polychronii” (gli Atti del martirio di San
Lorenzo), si legge che il martire prima di essere bruciato, pregò per
Roma.
La
sua immagine, apparve negli affreschi del Beato Angelico nella cappella
vaticana di Papa Niccolò V. Il Santo venne ritratto mentre distribuiva
ai poveri le collette dei cristiani di Roma.
Le antiche fonti, scritte almeno un secolo dopo la sua |
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morte,
lo indicano come arcidiacono di Papa Sisto II e primo dei sette
diaconi allora al servizio della Chiesa romana. |
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Si
narra che San Lorenzo assistette il Papa nella celebrazione di riti,
distribuendo l’Eucaristia e amministrando le offerte fatte alla
Chiesa. La prima vera persecuzione, venne nel 258 quando, l’imperatore
Valeriano, ordinò la messa a morte di tutti i diaconi e i preti.
I
primi di Agosto di quell’anno pare che San Lorenzo fece due incontri
molto importanti. Il primo fu con Sisto II il quale si stava recando
anch’egli al supplizio (come poi vi si recò anche San Lorenzo), ed il
secondo con il Prefetto imperiale, il quale lo ammonì di consegnarli i
tesori della |
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Chiesa.
Lorenzo temporeggiò e nel frattempo si affrettò a distribuire ai
poveri le offerte di cui era amministratore. Poi comparve davanti al
Prefetto e gli mostrò i tesori: una folla di malati, storpi ed
emarginati. Anch’egli fu messo a
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morte.
Famose
sono le ultime parole che il martire, posto a bruciare sui carboni
ardenti, avrebbe pronunciato “Ecco, da questa parte sono cotto,
rivoltatemi” .
L’eroica testimonianza di fede è stata ricordata da Papa Damaso “Verbera,
canifices, fiammas, tormenta, catenas…”. Le fruste, i carnefici,
le fiamme, i tormenti, le catene non potettero nulla contro la fede di
Lorenzo.
Alcuni
studi (v. Analecta Bollendiana 51, 1933)dichiarano leggendaria la
tradizione che lo vide |
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bruciato
sui carboni. In essi si testimonia che San Lorenzo sia stato decapitato |
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come
Sisto II. Il corpo del Santo fu sepolto sulla Via Tiburtina nel
“Campus Veranus”, dove Costantino costruì una basilica che fu poi
restaurata nel secondo dopo guerra a causa dei danni provocati dal
bombardamento americano su Roma.
San Lorenzo è festeggiato il 10 Agosto (data in cui secondo la Deposito
Martyrum, il diacono subì il martirio). I simboli con cui è oggi
ricordato il Santo Patrono dei diaconi, dei cuochi e dei pompieri sono
la graticola e la palma.
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