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Arturo Patten :::
Come a Montaperto giace una celebrità
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Non tutti
sono a conoscenza che il fotografo Arturo Patten giace nella nuda terra
del nostro cimitero di Montaperto.
Ma chi è costui? Arturo Patten nato negli Stati Uniti nel 1939 era un
fotografo, grande ritrattista, amico di Russel Banks e di Federico
Fellini (con cui realizzò lo spot pubblicitario per la pasta Barilla).
A 29 anni Patten abbandonava l'America per andare a vivere in Europa
viaggiando continuamente, finchè decise di dedicarsi a tempo pieno alla
fotografia dividendosi tra Roma e Parigi, come ultima tappa del viaggio
della sua vita ha scelto la Sicilia, forse perché era più vicina ai
ricordi della sua infanzia trascorsa in Messico.
Edith de la Héronnière scrittrice, legata al fotografo da un'amicizia
profonda, ha scritto un bellissimo diario di viaggio sulle tracce
spirituali dell'amico, "Dal vulcano al caos", in cui
racconta il rapporto contraddittorio che il fotografo aveva con la
nostra isola:"...Ho cercato la vita in Sicilia e la morte ha
mostrato il suo volto. Vi ho incontro sguardi a perdita d'occhio... in
Sicilia mi attendeva un mare di sguardi. Non erano indiscreti né
curiosi, ma abitati da una sorta di franchezza istintiva, talvolta
accompagnata dal riso".
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I volti intensi di Andrea Camilleri (in foto) o di
Letizia Battaglia, rivelano un'arte fotografica colta e una grande
sensibilità artistica, invece, con i volti siciliani fotografati su
sfondo scuro, di qualità eccellente e con sguardo in macchina, tendono
a definire sia i contorni in maniera netta, sia l'attenzione ai più
indiscreti dettagli del viso. Alcune foto, per la posa retorica ma
ricercata, evocano gli scatti di un suo famoso connazionale Irving Penn,
fotografo degli anni '50.
Patten descrive un microcosmo del Maine, grazie alle espressioni, agli
occhi e agli |
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atteggiamenti
di cittadini anonimi che racchiudono in sé un piccolo mondo da
esplorare.
Lo sguardo di Patten è senza dubbio più tradizionale, intenso ed
coinvolgente, insieme a Nan Goldin, ha dimostrato, pur partendo da
presupposti poetici diversi, come anche la fotografia possa essere
considerata a tutti gli effetti un'arte narrativa in grado di
trasmettere al prossimo delle sfumature interiori e di far emergere
vicende umane individuali e collettive, tutto attraverso una libertà
creativa. |
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Silvano
Nigro disse:"Come fotografo, Patten era improvvisato, non
apparteneva a nessuna scuola: lui la foto se l'è inventata".
Purtroppo il 9 Marzo del 1999, decise di farla finita, impiccandosi nel bagno della casa in
affitto ad Agrigento.
Al Museo archeologico di Agrigento, in contrada San Nicola, c'è stata
una mostra dal nome "In fondo agli occhi. Ritratti siciliani"
a cura del Centro Culturale Pier Paolo Pasolini, con 35 immagini che
raccontano i volti di personaggi siciliani, noti e meno noti,
concentrando la sua attenzione sulle peculiarità di ogni sguardo.
«Sono siciliano» soleva ripetere Patten, col suo inconfondibile
accento americano, e noi siamo orgogliosi di "ospitarlo" nel
nostro piccolo campo santo. |
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