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Pasqua :::
le Origini, le Tradizioni, le Curiosità
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Origini
Il termine Pasqua deriva, attraverso il latino Pascha e il greco Paska,
dalla parola ebraica Pesah il cui significato indica il
“passaggio” e si riferisce, nella tradizione ebraica, alla
liberazione della schiavitù in Egitto. La continuità tra Pasqua
ebraica e Pasqua Cristiana è lineare, come gli ebrei commemorano il
passaggio dell’Angelo Sterminatore e dei loro padri attraverso il mar
Rosso, così i Cristiani festeggiano il passaggio dal peccato alla
grazia, cioè il passaggio dal Signore dalla morte alla vita. |
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Le celebrazioni pasquali si intrecciano anche nella Roma pagana: durante
le feste Adonie, venivano portati degli orticelli simbolici (i giardini
di Adone) in processione e con essi si voleva rappresentare la tristezza
di Venere per la morte di Adone e quindi la successiva contentezza per
il ritorno di Adone a Venere, |
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il quale riuscì a sfuggire dalle mani di Proserpina. I giardini di Adone
sono tutt’ora presenti nei “Sepolcri” delle celebrazioni
cristiane; altro non sono che semi di grano o di cereali lasciati
germogliare al buio.
Le celebrazioni ebraiche e cristiane possiedono significati non molto
dissimili tra loro, quindi, non fu difficile, alle origini, conservare
nel ciclo festivo cristiano la festa ebraica della Pasqua, più
complesso fu invece la datazione della celebrazione Cristiana, perché
in primo luogo i posti dove si diffuse il cristianesimo erano ben
diversi da quelli dell’Asia Minore; in secondo luogo il calendario
ebraico è un calendario lunare mentre quello romano è solare; infine,
le due celebrazioni si riferiscono a due eventi storici diversi ossia
l’Esodo e la Passione.
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Tradizioni
A pasqua ogni siciliano si sente, non solo uno spettatore, ma un attore
prima dolente e poi esultante per un mistero che è la sua stessa
esistenza. |
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I rituali della Pasqua, lungo l’arco di tempo che va dalla
Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo e alla Domenica di
Resurrezione, si presentano come sequenza narrativa della commemorazione
religiosa cristiana.
Ogni città e ogni paese ha dei riti propri derivanti da usi e costumi
locali dei quali non sempre si trova l’aspetto originario e le
motivazioni; così la Sicilia diviene un grande palcoscenico commovente
e partecipato di scenografia del dolore e della gioia. |
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Nel corso della Settimana Santa si svolgono sia le processioni, sia le
Sacre Rappresentazioni, iniziando dalla Domenica delle Palme dove alcuni
paesi ricordano questo momento con una grande processione di
confraternite che accompagnano un Gesù giovinetto che il suo ingresso a
Gerusalemme. |
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Il Giovedì Santo è dedicato alla “celebrazione eucaristica” e alla
“Lavanda dei piedi”, la tradizione sicula vuole che in questo giorno
si visitino i Sepolcri (il Sepolcro racchiude il Corpo di Cristo) che
vengono realizzati in ogni parrocchia, dove si veglierà in preghiera
fino al mattino successivo, addirittura, la tradizione impone il numero
dei Sepolcri da visitare: i fedeli dovranno recarsi in parrocchie
differenti o nella stessa per più di tre volte, e comunque, per un
numero di volte dispari, tutto questo viene |
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considerato come una visita di lutto.
Il Venerdì Santo è il giorno di lutto assoluto, in molti paesi si
celebra la Via Crucis, che culmina con la Crocifissione di Gesù, al
calar del sole, invece avviene la deposizione del Cristo dalla croce,
mentre per il Sabato Santo a mezzanotte si compie la Svelata del Cristo
Risorto, nello stesso istante si sciolgono le campane che annunciano al
popolo la resurrezione.
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Culinaria
Come ogni festa che si rispetti un capitolo a parte meritano le
tradizioni culinarie. Per il Venerdì Santo si usa cucinare soltanto la
pasta a forno con le sarde, perché in questo giorno la Chiesa prevede
il digiuno e l’astinenza dalle carni. |
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Per il pranzo di Pasqua si usa cucinare l’agnello, si prepara
una grande varietà di dolci, quali, il tradizionale agnellino di pasta
reale e pistacchio (vedi foto), il tipico Panareddu di pasta
dolce con all’interno un uovo sodo e infine l’immancabile uovo di
cioccolata.
Un posto d’onore lo merita la cassata, il dolce che
tutto il mondo identifica la
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pasticceria siciliana. L’origine di questa prelibatezza è
araba: il qas’at era una specie di zuccotto di tuma fresca
dolcificato con lo zucchero, nel 1700 le suore del monastero di Valverde
di Palermo modificarono in parte la ricetta araba, aggiungendo il pan di
spagna e la glassa colorata.
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Altrove
I paesi scandinavi accolgono la Pasqua festeggiando anche
l’arrivo della primavera; la Domenica delle Palme si benedicono dei
rami di pioppo con le gemme, chiamati gattici.
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In Danimarca la Domenica di Pasqua le famiglie si riuniscono per
un pranzo freddo e ai bambini viene regalato un coniglietto di
cioccolato, in Russia la Pasqua si celebra con una processione attorno
la cattedrale della città di Sargorsk, dove risiede il Pope di tutta la
Russia.
In Irlanda è tradizione mangiare l’arrosto di |
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agnello
accompagnato a una salsa di menta; in Polonia, Ungheria e in ex
Cecoslovacchia i giovani gettano alle ragazze spruzzi di acqua di
sorgente, si tratta di antico rito della fertilità. In ex
Cecoslovacchia soprattutto le ragazze ricevono colpi sulle gambe con una
bacchetta, ma non se la prendono e premiano i ragazzi con uova pasquali
o invitandoli a mangiare.
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Curiosità
Perché la data di Pasqua è “mobile” ?
All’inizio del Cristianesimo, la Pasqua di resurrezione era ricordata
ogni domenica, successivamente, la Chiesa Cristiana decise di celebrarla
solo una volta l’anno. Parecchie correnti religiose hanno discusso per
stabilirne la data, e trovano un accordo con il concilio di Nicea del
325 d.C., che affidò alla Chiesa di Alessandria d’Egitto la scelta
della data per ogni anno.
Come si calcola oggi la Pasqua?
Partendo dal concilio di Nicea, il quale stabiliva che la Pasqua
bisognava celebrarla la domenica seguente la prima luna piena di
primavera, oggi la data si calcola scientificamente, sulla base
dell’equinozio di primavera e della luna piena, utilizzando per il
computo, il meridiano di Gerusalemme, e generalmente ha come date
estreme il 22 Marzo ed il 25 Aprile. Per quanto riguarda la Pasqua
Ortodossa, questa poche volte coincide con quella Cattolica, perché la
Chiesa Ortodossa utilizza per il calcolo il calendario giuliano, anziché
quello Gregoriano. |
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Perché
proprio l’uovo?
L’uovo ha avuto tra i popoli sempre il simbolo della vita, per la
tradizione Cristiana questo acquista una simbologia particolare, quella
della rinascita della vita dopo la morte. L’uovo per i cristiani è un
simbolo della resurrezione e nei tempi antichi era un simbolo di
fertilità.
Durante la quaresima le uova erano vietate, a Pasqua quindi si
consumavano tutte quelle che erano accumulate, queste si coloravano solo
di rosso, che da alcune leggende si narra che Maria Maddalena si presentò
all’imperatore Tiberio portandogli in regalo |
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un
uovo dal guscio rosso, testimonianza della resurrezione di Gesù.
Perché
le campane mute?
Dal Venerdì Santo fino alla Domenica di Pasqua, le campane delle chiese
italiane non suonano, in segno di dolore per il Cristo Crocifisso.
Le
streghe finlandesi?
In Scandinavia la religione più diffusa è il Luteranesimo, quindi la
Pasqua ha un significato minore, addirittura il Finlandia si usa ancora
accendere dei falò la notte del Sabato Santo in memoria dell’antica
tradizione di scacciare le streghe dal proprio focolare domestico.
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